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Lucrecia Dalt torna con “A danger to ourselves”

today20 Settembre 2025 51

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La musicista e produttrice colombiana Lucrecia Dalt, nome di punta dell’avanguardia internazionale, è tornata con il suo nuovo album intitolato A Danger to Ourselves, pubblicato il 5 settembre da RVNG Intl. Questo lavoro segna un’evoluzione significativa nel suo percorso artistico, abbandonando le narrazioni fantascientifiche che avevano caratterizzato i suoi dischi precedenti, come il fortunato ¡Ay! del 2022. Con questo nuovo progetto, Lucrecia Dalt si addentra in territori più personali e intimi, pur mantenendo la sua innata propensione alla sperimentazione sonora. L’album, infatti, si presenta come un atto di coraggio e un viaggio emotivo che flirta con l’improbabile e il misterioso. La stessa artista ha dichiarato di aver voluto creare una musica che “scorresse come un film”, un paesaggio sonoro dove raccontare una storia d’amore che esplora le profondità del sentimento e l’abisso da cui scaturisce il desiderio. Questa nuova direzione si manifesta attraverso un approccio più diretto, con la voce di Dalt in primo piano, che si destreggia tra la sua lingua madre, lo spagnolo, e l’inglese, come nel brano “divina”.

A Danger to Ourselves è nato durante il tour del precedente disco e vede una serie di collaborazioni di spicco che ne arricchiscono la trama sonora. Tra i nomi più importanti figura David Sylvian, ex leader dei Japan, che ha co-prodotto l’album e ha partecipato sia come musicista che nel singolo di lancio “cosa rara”. Quest’ultimo brano, il cui titolo si traduce in “cosa strana”, affronta il tema della fragilità dell’esistenza umana e, come spiega la stessa Dalt, rappresenta l’inizio di questo “road movie” musicale.

La produzione dell’album è un tessuto intricato di orchestrazioni acustiche, elettronica sottile e pattern percussivi. Al fianco di David Sylvian, hanno contribuito anche altri artisti di rilievo come Juana Molina, nella traccia più nervosa “the common reader”, e Camille Mandoki, presente nelle complesse scansioni ritmiche di “caes”. L’album spazia tra sonorità diverse: dal ritorno all’avant-bolero in “amorcito caradura” allo spoken word in “no death no danger” e “mala sangre”, fino all’ambient jazzy di “hasta el final”. In definitiva, A Danger to Ourselves è un lavoro che, pur discostandosi dai precedenti, conserva l’essenza della ricerca artistica di Lucrecia Dalt. Le recensioni lo hanno accolto positivamente, sottolineando la sua profondità musicale e tematica, e paragonando il suo stile art-pop ricercato a quello di artiste come Julia Holter. È un disco che invita l’ascoltatore a perdersi in un labirinto di sensazioni e suoni, dimostrando la capacità di Lucrecia Dalt di rinnovarsi senza mai perdere la propria identità.

a cura della Redazione
Fonti: Indie-Zone, The New Noise, KLOF Magazine

Scritto da: Enrico

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